NOTA: tratto da Mc-link Area BBS-COMMENTS

Sequestro Peacelink: interrogazioni parlamentari


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RUBRICHE/TELEMATICA/BBS-COMMENTS

Msg# 4595, 13/04/95 16:35 []

Da: MC1980 Luca Parisi (Roma)

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Oggetto: Interrogazioni Su Peacelink

Di seguito, la risposta del Governo alle interrogazioni parlamentari presentate al Senato al momento del sequestro della BBS di Peacelink - perdonate il ritardo, ma il fascicolo no. 27 delle "risposte scritte ad interrogazioni", pubblicato il 22 febbraio 1995, mi è passato davanti solo un paio di settimane fa, e non ho fatto in tempo a ribatterlo fino ad oggi. L'estratto riguarda le pagine 823-825.

Luca.


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RUBRICHE/TELEMATICA/BBS-COMMENTS

Msg# 4596, 13/04/95 16:36 []

Figlio: Msg# 4597

Da: MC1980 Luca Parisi (Roma)

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Oggetto: Risposta Alle Interrogazioni

(ALO') - Al Ministro dell'interno.

- Premesso:

che in data 3 giugno 1994, in seguito ad un provvedimento della pretura circondariale di Taranto, la Guardia di finanza ha proceduto al sequestro della banca della rete telematica Peacelink;

che il provvedimento di sequestro era motivato dal sospetto che tale banca dati telematica potesse servire per la duplicazione di programmi coperti da copyright;

che il provvedimento di sequestro è stato impreciso e generico tanto che non prevedeva distinzione alcuna tra programmi commerciali e programmi di pubblico dominio di modo che i finanzieri hanno posto sotto sequestro tutto quanto avesse attinenza con materiale informatico;

che Peacelink costituisce il centro del sistema informativo telematico della rivista "I siciliani";

che Peacelink è nota a Taranto per la sua consolidata attività antimafia, di supporto fornito ad azioni umanitarie (missioni di pace a Sarajevo, elisoccorso, invio di aiuti) verso le popolazioni della ex Jugoslavia e lavorava al progetto di "mondializzare" l'informazione sulla mafia mediante il network internazionale APC (Association for progressive communications);

che l'allarme per il sequestro di Peacelink è diffuso in tutto il mondo perchè intacca diritti civili in materia di telematica e nel caso italiano diritti civili costituzionali;

che tale sequestro è messo in rapporto ad analoghe pericolose iniziative ritenute oltremodo sospette nel momento in cui è in preparazione l'ingresso nell'informazione telematica di grandi gruppi (Epoca-Berlusconi, Italia on line-Olivetti),

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno l'immediato dissequestro della banca dati telematica Peacelink e se non ritenga di dover formulare una precisa direttiva, anche d'intesa con il Ministero di grazia e giustizia, al fine di preservare, anche in futuro, il materiale telematico e i programmi di pubblico dominio da provvedimenti riguardanti esclusivamente programmi commerciali e relativi giri commerciali di natura criminale.

(4-00531) (22 giugno 1994)


(LORETO). - Ai Ministri di grazia e giustizia e delle poste e telecomunicazioni.

- Premesso:

che il 3 giugno 1994 a Taranto è stata perquisita dalla Guardia di finianza la sede della banca-dati centrale della rete telematica Peacelink e sequestrato il relativo computer, su ordine di un magistrato della locale pretura;

che Peacelink è una rete telematica per la pace, i diritti umani, la lotta contro la mafia e il volontariato, alla quale chiunque può accedere gratuitamente al solo costo della telefonata;

che ultimamente la suddetta banca-dati era attiva sul versante dei movimenti di solidarietà e della campagna referendaria sulla "legge Mammì" ed aveva organizzato una campagna di sensibilizzazione per i diritti telematici del cittadino, criticando l'azione della magistratura che stava chiudendo le banche-dati;

che l'azione della magistratura deriva da una inchiesta partita da Pesaro, e sviluppatasi in seguito in altre città del territorio nazionale, per l'individuazione dei responsabili del commercio illegale del software;

che la rete telematica Peacelink, pubblicizzata peraltro da tutti i giornali pacifisti, ha un tipo di utenza lontana mille miglia dai "pirati" che si arricchiscono vendendo illegalmente il software;

che durante la perquisizione si è proceduto in maniera sommaria, sigillando e/o sequestrando strumenti di lavoro, provocando il blocco di ogni attività e la chiusura della banca-dati, violando in tal modo i diritti fondamentali della libera circolazione delle idee e dell'informazione;

che tali azioni, certamente dettate da incompetenza nel settore, sono, oltre che dannose per chi le subisce e per gli utenti delle banche-dati, assolutamente spropositate ed inutili, in quanto basterebbe, per raggiungere lo scopo desiderato, che gli inquirenti si colleghino via modem con la banca dati oggetto di attenzione, dando nome e cognome di fantasia, per ispezionare l'area file e chiedere al sysop di poter prelevare programmi commerciali la cui distribuzione via modem sia vietata;

che la Guardia di finanza non è parsa addestrata nel distinguere fra programmi commerciali coperti da copyright programmi non commerciali protetti da copyright (copiabili per esplicita volontà dell'autore), che si suddividono in programmi "shareware" (da pagare dopo un certo tempo di uso gratuito "in prova") e "pubblico dominio" (gratuiti per sempre) e, infine, programmi "freeware", non coperti da alcun copyright;

che l'ignoranza di tali distinzioni provoca il sequestro di banche-dati che - lecitamente - diffondono programmi "shareware", "pubblico dominio" e "freeware";

che non è necessario sequestrare in blocco strumenti di lavoro così delicati, visto che si può arrivare al rapido back-up (ossia alla copia) della memoria magnetica mediante streamer e - al limite - al controllo dell'interno dei computer per verificare l'effettiva capienza dell'hard-disk;

l'interrogante chiede di sapere:

quali interventi si intenda porre in essere per tutelare i diritti alla comunicazione e all'informazione sanciti dalla Costituzione e che oggi appaiono violati da simili e sempre più frequenti azioni investigative;

se il Ministro di grazia e giustizia non ritenga di intervenire affinchè durante simili indagini gli ufficiali di polizia giudiziaria vengano affiancati e coadiuvati da personale esperto di informatica e telematica, per agire con cognizione di causa e procedere, semmai, al sequestro soltanto di quegli strumenti assolutamente necessari per l'accertamento di eventuali reati.

(4-00613) (23 giugno 1994)


Risposta.

(*) - Con riferimento alle interrogazioni parlamentari in oggetto, si comunica che per i fatti ivi esposti pende avanti alla procura della Repubblica presso la pretura circondariale di Taranto il procedimento penale n. 9/7619/94 mod. 22 per il reato di cui all'articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633.

Tale procedimento, avviato a seguito di denuncia da parte del locale comando della Guardia di finanza e nel corso del quale è stato operato il sequestro delle apparecchiature informatiche e telematiche, si trova nella fase delle indagini preliminari; più precisamente è in corso - nelle forme dell'incidente probatorio, instaurato su istanza della difesa degli indagati - perizia tecnica volta ad accertare se i programmi informatici in sequestro siano, in tutto o in parte, abusivamente duplicati e se l'attrezzatura nella disponibilità degli indagati sia idonea alla diffusione per via telematica dei programmi informatici, con specifico riguardo a quelli tutelati a norma della legge sul diritto d'autore.

All'esito di detti accertamenti l'autorità giudiziaria inquirente formulerà le opportune valutazioni in ordine al compimento di eventuali altri atti investigativi.

Si aggiunge che il comando di compagnia della Guardia di finanza di Taranto è dotato di modem, peraltro non abilitato all'accesso a banche dati telematiche private, e, dunque, nell'esecuzione del sequestro, non è stato possibile verificare con tale mezzo i reati ipotizzati.

Si precisa, infine, che l'indagine non ha riguardato la rete Peacelink, la cui meritoria e lecita attività era già nota attraverso i preliminari accertamenti svolti dalla Guardia di finanza, e che le operazioni sono state condotte anche da un sottufficiale del Corpo che ha frequentato un apposito corso interforze in materia di "pirateria software".

Il Ministro di grazia e giustizia
MANCUSO

(20 febbraio 1995)

(*) Testo, sempre identico, inviato dal Governo in risposta alle due interrogazioni sopra riportate.